Riflessi. Nota critica di Maria De Michele

Luisa VAILATI. Riflessi

La donna di Luisa Vailati è un racconto in forma di visione, la meta di un pellegrinaggio, di un viaggio che l'artista compie con i suoi mezzi espressivi e con il proprio armamentario di pensieri, ricordi, meraviglie ed attese. Ciascun ritratto apre insospettati percorsi di senso, guardare l'immagine e rivedersi, riconoscersi. Intense ed inattesi sguardi che sconfinano nel terreno dell'essere donna sempre e ovunque. Ed è proprio lo sguardo ad attraversare le nostre regioni interiori, pupille che non soccombono, immagini pregnanti che esprimono la ribellione, un no all'indifferenza, all'ipocrisia, alle tante ingiustizie che avvelenano il mondo. Un linguaggio e un contenuto magmatici che si fanno riflessi dell'anima. La pittura per Luisa Vailati è la sua ragione di essere, la meta è abbracciare ciò che all'apparenza è banale, illuminarlo e farlo risalire alla luce.

Dinamicità del ritmo di creature che come organismi viventi si fanno terra per essere abitati, tastati, odorati, che tra l'origine e l'infinito, attraverso la sensorialità, ci trascinano in percorsi di sentire al femminile. Oli su tela come metafore visive per rappresentare un concetto, pupille spalancate ed impenetrabili danno luogo ad un dialogo continuo e segreto. Il linguaggio figurativo di Luisa Vailati è netto, pennellate pregne di un rigore compositivo, denso di colori e di suggestioni che ne rivelano il talento. Una pittura che sgorga spontanea, la luce fa da protagonista, flessuosa e morbida illumina icone malinconiche e assorte nella loro intensa ma trattenuta sensualità, in muta dignità, riposanti, completamente racchiuse in se stesse e fortemente connotate di effetti magici. “… E son sguardi che fan rumore più di mille parole…non perderti tra le tue paure guarda in alto verso il sole…” (Alda Merini. Il rumore degli sguardi).